Infanzia: bambini dai 3 ai 10 anni

L’infanzia è un periodo in cui il bambino deve affrontare e superare varie tappe di sviluppo per diventare un adolescente prima e un adulto responsabile poi. Durante questo percorso, quindi, dovrà confrontarsi con nuovi compiti, corrispondenti alla sua età. Un fallimento o una criticità in una delle tappe, renderà molto più difficile il superamento della fase successiva. Il ruolo dei genitori è fondamentale:  devono sostenere il figlio, accogliere i suoi vissuti, le sue paure, le sue incertezze, ed essere una base sicura per lo sviluppo.

 

In questo delicato percorso di vita può essere d’aiuto rivolgersi ad esperti che supportino i genitori e aiutino la famiglia a capire e ad affrontare le eventuali difficoltà che il bambino può manifestare.

L’infanzia è definita età evolutiva perché qualunque criticità può evolvere e cambiare se affrontata tempestivamente. Si sa bene che i trattamenti rivolti ai bambini piccoli possono beneficiare degli effetti positivi insiti nella maturazione, ma sono precisamente gli aspetti inefficaci di tale maturazione spontanea, quelli di cui dobbiamo tener conto.

 

Il sintomo presentato dal bambino attraverso comportamenti problematici è manifestazione di un disagio, sul quale vale la pena soffermarsi impedendo che tale disagio possa trasformarsi col tempo in una patologia. Il trattamento quindi dei bambini, anche molto piccoli, rappresenta un fattore altamente preventivo.

Quali problemi potrebbe presentare un bambino della fascia 3-10 anni?

In questa fase possono perdurare i problemi nella relazione con i genitori. A volte, a seguito della nascita di un fratellino/sorellina, possono essere insorte delle gelosie che non si riescono a risolvere progressivamente e che potrebbero essere alla base di rapporti tesi e competitivi.

Potrebbero permanere o aumentare problemi della pelle di origine psicosomatica, come dermatiti atopiche.

Il bambino potrebbe manifestare il suo disagio attraverso irrequietezza e agitazione eccessiva, o al contrario attraverso atteggiamenti di chiusura e isolamento. Possono insorgere delle paure e fobie che i genitori non riescono né a spiegarsi né a contenere.

Una tappa fondamentale nella crescita è l’inserimento a scuola: si possono verificare delle problematiche nella prima fase dell’inserimento e del distacco dalla famiglia. Le maestre potrebbero evidenziare problemi nella relazione con i coetanei o nei confronti degli adulti.

Soprattutto con l’ingresso alla scuola primaria possono diventare sempre più evidenti problematiche relative al rendimento scolastico. Spesso i problemi scolastici sono legati ad alcuni vissuti psicologici del bambino (per esempio inadeguatezza, senso di inferiorità, fobia scolare..) o a difficoltà legate alla dislessia, disgrafia, discalculia o problemi dell’attenzione.

 

Le psicologhe del Centro affronteranno tali problematiche collaborando con i genitori per capire il bambino e aiutandoli a trovare delle strategie per supportare la crescita del figlio.

È possibile lavorare singolarmente con il bambino intraprendendo percorsi di approfondimento attraverso l’utilizzo di test psicodiagnostici, sedute-gioco e colloqui psicoterapici, che avverrebbero in una stanza adeguata alle esigenze e ai bisogni di un bambino, provvista di giochi e materiale diagnostico infantile.

Si può creare una rete di supporto famiglia-insegnanti-psicologa per facilitare la vita scolastica del minore, in particolare in presenza di disturbi dell’apprendimento e problematiche nei rapporti con il gruppo e gli insegnanti.

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